Miss Trans Triveneto sarà una kermesse per i diritti

Nell’ambito degli eventi preparatori al Fvg Pride, che si terrà a Udine il 10 giugno, spicca indubbiamente il concorso Miss Trans Triveneto. È la prima volta, infatti, che il Friuli Venezia Giulia ospiterà una kermesse del genere. Luogo della gara sarà il Kursaal Club di Lignano Sabbiadoro a partire dalle ore 20:30 di domenica 28 maggio.

Una decina le concorrenti che, provenienti da tutta Italia, saranno valutate dalla giuria presieduta da Antonella Nicosia (Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia) e composta da Alinny Battista, Giorgio Pitteri, La Ciana, Lorenzo Bosio nonché da Regina Satariano, ideatrice di Miss Trans Italia, e Nacho Quintana, coordinatore del comitato organizzativo del Fvg Pride. Madrina della serata sarà invece Stefania Zambrano, attivista per i diritti delle persone transgender e protagonista del film La Parrucchiera di Stefano Incerti.

Su il significato del concorso e le finalità a esso sottese si è espressa con chiarezza Sofia Lapapessa, che della manifestazione sarà presentatrice. «I concorsi regionali – così ha dichiarato a Gaynews – sono stati creati da Regina Satariano per aumentare la visibilità della persone trans. Di solito si pensa che tali gare ruotino esclusivamente intorno al fattore estetico e che non vadano perciò al di là d’un concorso di bellezza».

Per Sofia, che fra l’altro animerà lo stesso pride di Udine nonché quello di Bologna, è il carattere sociale a essere la vera cifra delle varie edizioni di Miss Trans: «È un dato di fatto, ad esempio, che il ricavato del nuovo evento Miss Trans Triveneto sarà devoluto per l’organizzazione del Fvg Pride. Dando visibilità alle persone trans questi concorsi vogliono inoltre ricordare quanto ci sia ancora da fare nel superare le discriminazioni di cui siamo ancora oggetto. Certamente molto meno di prima e, al riguardo, non posso non ringraziare chi prima di noi ha lottato coraggiosamente per i nostri diritti. Resta però ancora molto da fare per fugare l’ignoranza che ci circonda».

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Da qui la necessità d’un diuturno impegno da attivista. «Sono attivista da sempre – conclude Sofia Lapapessa -, perché ognuna di noi deve darsi da fare se vuole migliorare sé stessa e il mondo in cui si vive. Al riguardo non posso non parlare d’un importantissimo progetto che delinereò a partire da luglio con Alinny Battista e l’avvocata Cathy La Torre: progetto volto a sostenere le persone transessuali sieropotive e detenute nelle carceri. L’attivismo regala poi anche grandi soddisfazioni. Per me è stata una gioia grandissima, ad esempio, l’aver rappresentato nel 2016 l’Italia all’Europride, che nuovamente condurrò anche quest’anno ad Amstersdam. Per non parlare poi dell’essere stata scelta nel medesimo ruolo per i prossimi pride di Udine e Bologna. Non posso che essere felice perché vuol dire che mi ritengono all’altezza. E allora non resta che procedere con entusiasmo e convinzione. Non dobbiamo mai smettere di lottare per i nostri diritti»

Articolo originale: Gaynews

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