Troppi suicidi Gay? Un medico antigender suggerisce di forzarli all’eterosessualità

Non è la discriminazione, non è il sentirsi a disagio perchè non accettati, non è perchè la società li ghettizza e li definisce malati, per il medico antigender Massimo Gandolfini, direttore del dipartimento di neuroscienze e primario di neurochirurgia alla fondazione Poliambulanza di Brescia la problematica va vista da un’ottica diversa:

«E’ un problema di disagio identitario, che l’educatore deve correggere. La discriminazione e l’omofobia non c’entrano nulla. L’omosessualità non è una variante naturale del comportamento umano, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma un “disagio identitario” che va corretto dall’educatore che deve spingere il gay verso l’eterosessualità.»

Questa è l’esternazione che il neurochirurgo ha fatto ad un convegno organizzato da Articolo 26, gli stessi che in un precedente dibattito “scientifico” paragonò il vincolo affettivo tra due persone dello stesso sesso a quelle che i padroni hanno verso i propri cani, senza dimenticarsi che Gandolfini è il vero leader del movimento Family Day.

Affermazioni che si scontrano con quello che afferma l’American Association of Suicidology, istituzione nel panorama internazionale dello studio e prevenzione del suicidio, per la quale essere lesbiche, gay, bisessuali o transgender non è un fattore a rischio di suicidio, fuorigioco di dubbio, ma lo è per una società che discrimina la gioventù LGBT e che spinge volontariamente e spesso in maniera manifesta verso tentativi di suicidio. Le persone più a rischio sono quelle tra i 15 e i 24 anni, gli adolescenti gay hanno un rischio di suicidio 7 volte maggiore degli adolescenti etero.

Insomma non è una questione di gender, ma se si bullizza qualcuno è più facile che il soggetto, omosessuale o etero che sia, sia più propenso a compiere un atto suicida.

Non dimenticare di iscriverti a RETE GAY e iniziare a conoscere nuove persone e fare nuove amicizie !!!

Ma secondo voi, ma anche secondo la legge italiana, può un medico del genere esercitare la propria professione dopo delle uscite a dir poco così bislacche?

Di altre affermazioni scritte sempre su riviste ad orientamento cattolico (es. La croce) sono da ricordare:

“l’omosessualità non è normale e i gay sono dei malati mentali”

“Il sesso non è il piacere sessuale è la procreazione, la trasmissione della vita, una creatura nuova”

“I Gay deformano la natura”

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