(Letteratura erotica) Volare con Gia SULLE ALI D’UNA fervida fantasia

Spesso abbiamo pubblicato sul nostro sito produzioni LGBTIQ per dargli rilievo e per permettere a chi le ha realizzate di avere una migliore visibilità e un luogo dove magari gli utenti possano confrontarsi con gli autori (Alla fine siamo anche un social no?).

Questa volta però ho colto una segnalazione da parte di un nostro utente (Grazie Stefania ndr.) che mi ha parlato di questo autore che scrive romanzi a tema lesbico. D’impatto avrei rifiutato da subito la proposta, ma la forma pulita e la totale assenza di volgarità rendono questo racconto interessante per le amanti del genere e ho pensato di proporre all’autore un’intervista. Spero vivamente che vi piaccia.

Iniziamo…

Rete Gay: Che cos’è la Saga «Dal Cappello di Gia», è ampiamente spiegato nel tuo blog come nelle sinossi dei tuoi romanzi. Una curiosità insoddisfatta, tuttavia, rimane: “Come mai, giacché uomo, hai scelto di firmarti con lo pseudonimo Gia, ovvero, una donna?”.

Incominciamo con lo stabilire un punto fermo; uomo, donna, etero, gay, e così via: se espresso in una cornice di liceità, giacché l’orientamento sessuale è una libera scelta, e rimarco “libera”, sono dell’opinione che ognuno abbia il diritto di vivere la propria sessualità secondo il proprio gusto. Stabilito questo, e venendo ai miei romanzi, poiché, all’età che ho, mi considero di là delle varie etichette che è di moda appiccicare, mi è piaciuto scrivere vestendo un ruolo femminile, così da calarmi meglio nel personaggio che racconto. Insomma, trattandosi di una saga sulle donne, ho voluto far figurare che anche l’autore lo fosse… ossia, che fosse un’autrice impegnata a scrivere delle vicende erotiche autobiografiche. E d’altronde, se si volesse attribuire un genere all’Eros, sono convinto che questo non possa che essere femminile, giacché solitamente, e con le debite eccezioni, in tale ambito gli uomini non sono pazienti, e la fretta non è compatibile con l’Eros.

E poi, è anche una questione legata al sogno, al piacere che proviene dai voli della fantasia: immaginando, dopo di questa, che potessi avere una seconda vita, ho pensato che sarebbe interessante viverla nel genere opposto alla prima. Considerato, però, che mi piacerebbe continuare ad amare ed estimare le donne e la loro femminilità, la protagonista, Gia, e quindi l’autrice, non poteva che essere lesbica.

Come sai, che io sia un uomo, non è certo un mistero; infatti, nelle informazioni personali dei Social che uso per promuovere i miei romanzi, è riportato con chiarezza che tali pagine sono intitolate allo pseudonimo, ovverossia, alla protagonista, Gia Van Rollenoof, un’avvenente trentaseienne veneziana di padre pugliese e madre olandese.

Lontana da me ogni prosopopea di voler accostare il mio nome ad altri famosi, devo rimarcare che non sono certo io, il primo a scrivere sotto pseudonimo di genere opposto; tra gli altri, George Eliot, pseudonimo maschile assunto da Marian Evans (1819-1880) – George Sand, pseudonimo di Amandine-Lucie-Aurore Dupin (1804-1876), l’amante del grande Fryderyk Chopin – Willy, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette (negli anni 1900/ 3) – Ellis Bell, pseudonimo di Emily Brontë nel suo “Cime tempestose” (pubblicato nel 1847).

All’eventuale obiezione che l’abbiano fatto poiché a quel tempo la società era maschilista, e non lasciava spazio alcuno alle donne, porto un esempio dei giorni nostri: Johanne Kathleen Rowling, autrice di “Harry Potter” della quale, almeno inizialmente, nei suoi libri non apparve il nome completo perché, per ragioni commerciali, la casa editrice ritenne opportuno non rivelarne subito il sesso.

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Rete Gay: Da quanto ne so, giacché erotici, i tuoi romanzi trattano unicamente di sesso, e spesso indulgono al fetish e a un moderato sadomaso; pur eleganti e privi di volgarità fine a se stessa, nella narrazione delle vicende erotiche sono piuttosto espliciti. Come hai potuto calarti in una parte che non ti appartiene e che non rientra nella tua personale esperienza?

Lungi da me l’idea di rappresentare in maniera verosimile un qualsiasi sentimento o situazione, si tratta unicamente del frutto della mia fantasia; infatti, nella prefazione dichiaro a chiare lettere:

I racconti qui narrati non corrono sul filo dell’impossibile, giacché essi stessi sono tali: come nelle favole, nulla è verosimile. E quindi, salvo che il vostro corpo non sia costituito di titanio e mosso da un’inesauribile fonte energetica, che neanche per un attimo vi salti in mente di trarre ispirazione dalle iperboliche performance erotiche descritte nel romanzo. D’altro canto, riguardo alle fiction, è proprio esasperando l’immaginazione, che si può giungere all’esaltazione della suggestione.

E comunque, con riguardo alle donne, la mia esperienza, se pur molto “umana”, c’è.

Ora veniamo alla tua premessa. Quando dici che i miei romanzi trattano unicamente di sesso, ebbene, devo correggerti: non c’è soltanto quello, poiché, qua e là, vi trovi delle “pillole” che definiscono il personaggio Gia rispetto a quel che pensa intorno alla Società, al Costume, alle Religioni, e altro ancora, compreso qualcosa che riguarda il mondo Gay.

Se avrai la pazienza di scorrere alcune pagine di uno qualsiasi dei cinque romanzi, oppure di leggere qualcuno dei post che trovi sul mio blog, te ne potrai sincerare.

Sia chiaro che a tali problematiche mi accosto in punta di piedi; si tratta di un Universo che è lontano dal mio, ma che, secondo me, non ha nulla di diverso dagli altri. Tuttavia, giacché non lo conosco, non sorprenderti se, per onestà intellettuale, non mi cimento a parlarne a fondo.

Rete Gay: Ok; un’ultima domanda: secondo te, che cosa può spingere un uomo etero, che generalmente ostenta avversione verso l’omosessualità, a desiderare d’essere in mezzo a due donne che, giacché lesbiche e non bisessuali, lo disprezzerebbero?

Credo si tratti soltanto di una brama che si esaurisce in una realtà virtuale (leggi: film porno), e che quel tipo d’uomo difficilmente accetterebbe questo nella realtà. Nella gran parte dei casi, in una prospettiva esclusivamente sessuale, certi uomini lo temono, il confronto con le donne; se poi, da loro, vi è pure del disprezzo ostentato, lo vorrei proprio vedere, come saprebbero mostrarsi dei “machi”. Gli uomini, specie quelli che si dicono forti, invece, sono fragili.

 

Per chiunque volesse approfondire la lettura consigliamo di fare riferimento direttamente al sito dell’autore cliccando QUI

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One thought on “(Letteratura erotica) Volare con Gia SULLE ALI D’UNA fervida fantasia

  1. Una vera sorpresa (veramente incredibile) che rende ancora più intriganti i racconti di Gia e le sue capacità di rivestire un ruolo con arte, sagacia e sensualità. Complimenti sempre. Giovanna

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