Dividi et impera. L’errore di considerarsi eterosessuali.

Io sono etero, tu sei omosessuale, lei è lesbica, poi c’è quello che è bisessuale, quello è un feticista e così via. Nella propria vita appena si compie una scelta si viene classificati, se invece non la si compie… si viene classificati comunque.

Tutti, anche voi che leggete, ci siamo fossilizzati su di uno schema del quale siamo tutti vittime e carnefici e ci troviamo spesso anche a discutere che in un gruppo di omosessuali le lesbiche non sono ben accette o in un gruppo di lesbiche, se c’è una che si dichiara bisessuale, viene spesso schernita.

A forza di schemi e classificazioni ci troviamo in una condizione dove per forza di cose ci sottoponiamo al giudizio degli altri quando invece sarebbe più facile vivere bene tutti cambiando la risposta alla domanda “quale è la tua sessualità”.

Sei etero? la risposta giusta è… “E sti cazzi?” Sei omosessuale? La risposta più corretta è sempre “sti cazzi”.  Sei bisessuale oppure asessuale? “Ma dai davvero? E sti cazzi ?”

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Se io alle due di notte mi sveglio è mi voglio cucinare una carbonara, può essere un argomento con cui ridere, scherzare, ci sarà il salutista che mi dirà che mi sto uccidendo, ma alla fine questo non cambia chi io sia, quello che faccia e come io debba rapportarmi con il resto del mondo. Se sono uno “stronzo”, rimango tale indipendentemente se abbia mangiato una carbonara o un’insalata. Se sono uno stupido, rimango tale a prescindere da ciò che io nella mia vita privata abbia fatto.

Rispondere, discutere, confrontarsi con ciò che è una classificazione sessuale è forse la forma più grande di autolesionismo che il mondo moderno abbia inventato. Definirmi gay o bisessuale non ha il minimo senso.

Non è più corretto dire che se c’è una persona che mi fa venire fantasie è indipendente se questa sia un uomo o una donna? Se una cosa è legale e condivisa perchè deve diventare un problema di altri?

La prossima volta che cadrete nella trappola dell’autoclassificazione, ricordatevi che state facendo il gioco di chi poi cercherà di emarginarvi. Non esistono i gay, non esistono gli eterosessuali, non esistono le lesbiche. Qui si parla di gusti e di essere se stessi, i motivi per cui bisogna essere giudicati sono gli stessi per tutti i gender, per tutte le razze e per tutte le culture.

Se sei una brava persona, quello che fai con i tuoi apparati genitali non deve fregare a nessuno.

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